Recensione film: Inside Out

Uno dei film d'animazione migliori degli ultimi anni o filmetto sopravvalutato? 

TITOLO ORIGINALE: Inside Out
PAESE: USA
ANNO: 2015
DURATA: 94 min.
GENERE: Animazione, commedia, drammatico, avventura
REGIA: Pete Docter, Ronnie del Carmen
SCENEGGIATURA: Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley
INTERPRETI ITALIANI: Stella Musy, Melina Martello, Paolo Turchese, Daniele Giuliani, Veronica Puccio, Vittoria Bartolomei, Claudia Catani, Mauro Gravina, Luca Dal Fabbro


TRAMA: Riley Andersen, una ragazzina di undici anni, ha sempre vissuto felicemente guidata dalle sue emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Ma quando lei e la sua famiglia si trasferiscono in un'altra città, la situazione non sembra essere più tanto stabile né per lei né per le sue emozioni...

RECENSIONE: Ebbene sì: visto che tutti parlano di Inside Out, ho deciso di unirmi anch'io al coro! Un po' in ritardo, ma ehi, l'importante è essere qui, no?

Inside Out 1
Dunque, senza perdere tempo, partiamo con la recensione!

Storia: Una delle critiche più comuni mosse a Inside Out è la sua mancanza di originalità, che il concetto delle emozioni umanizzate era già stato sfruttato più di vent'anni fa nella serie Ma che ti passa per la testa?, per la quale pongo due domande: 1) onestamente, chi si ricorda più di quella serie? 2) quanti film hanno idee originali in tutto e per tutto? Piccolo remainder: prima che Matrix stravolgesse il mondo, Dark City si era preso la briga di affrontare il tema della realtà come illusione con almeno un anno d'anticipo... Per farla breve, come la vedo io, la sola idea di base non rende una storia buona, bensì lo è il modo in cui questa viene sviluppata. Puoi avere l'idea più brillante e originale che sia mai stata concepita, al punto da farti esplodere il cervello per la sua genialità, per poi cavarne una robetta scritta con le chiappe; viceversa, un'idea strausata e rivista fino alla nausea ha la possibilità di diventare il nuovo capolavoro del decennio. Ora non mi sento di definire Inside Out un capolavoro ma, per quello che Docter e compagnia bella ne hanno cavato fuori, rimane comunque un ottimo film. Lo sviluppo è intelligente, ironico e sorprendentemente “realistico” per un film per bambini: non ha antagonisti, non ha spalle comiche che ti fanno venire voglia di ammazzarle dopo due secondi e non ha sottotrame romantiche inutili; bastano solo Riley, le sue emozioni e i problemi quotidiani che questi devono affrontare. Inside Out non dà risposte facili e mette bene in chiaro che certi cambiamenti, per quanto dolorosi, possono solo aiutarci a crescere.

Personaggi: Ah, il vero punto cardine del film! Non c'è un solo personaggio che non riesca ad essere piacevole; nemmeno quella snob di Disgusto o l'ex-amico immaginario Bing Bong, che a presentarsi sembra la clichettosa spalla comica sopra citata, finché non si rivela come un importante elemento per l'evoluzione della storia e del personaggio di Gioia. E, a proposito di Gioia...

Inside Out 2
Sebbene sia solo un'emozione, lei è uno dei personaggi più complessi dell'intero film (nonché la mia preferita fra tutti gli altri): se da un lato è energica, ottimista, determinata e competente, dall'altro si scopre abbastanza egocentrica e impulsiva, tanto da poter peggiorare la situazione anziché migliorarla. Ed è proprio questo binomio a renderla speciale, più credibile: Gioia è un'eroina imperfetta, ma la sua imperfezione, come i suoi pregi, è strettamente legata al suo amore per Riley e al desiderio di renderla felice. Di contro, però, le altre emozioni risultano come meno sviluppate dal momento che l'attenzione è più incentrata su Gioia, Tristezza, Bing Bong e Riley... ma, di nuovo, rimangono dei personaggi godibili in tutto e per tutto, quindi non è 'sto gran difetto.

Animazione: Ottima, come ci si aspetta dalla Pixar. La scelta di rappresentare il mondo reale e quello delle emozioni con due stili differenti e distinti è brillante: il primo più realistico (sebbene sempre cartoonesco), dalle tonalità di colore più basse e dai movimenti pacati; il secondo più pupazzoso, super colorato e veloce. Può suonare scontato, ma è a tutti gli effetti uno stile “per tutte le età”, poiché i bambini potranno divertirsi con gli scenari vivaci della mente di Riley mentre gli adulti potranno ritrovarsi in quelli del mondo esterno. MA, se dovessi proprio muovere una critica, la farei al character design incostante delle emozioni, quando variano da persona a persona: per Riley hanno tutte un aspetto e dei sessi distinti, mentre tutti gli altri hanno elementi in più che li associano all'individuo in questione e un unico sesso in comune (ad esempio: il padre ha i baffi, quindi tutte le sue emozioni portano i baffi e sono tutte di sesso maschile). È una scelta stilista comprensibile, ma non toglie che manca di logica e coerenza (sì, con questa affermazione suono come un pignolo rompiballe persino a me stesso).

Recitazione e soundtrack: In generale, il doppiaggio italiano è buono e il casting è perfettamente in linea con i personaggi, in particolare Stella Musy e Melina Martello come Gioia e Tristezza. Luca Dal Fabbro come Bing Bong, sebbene abbia una voce un po' troppo acuta per il personaggio, riesce comunque nel suo lavoro e gli dona il giusto spessore di ironia e drammaticità. Del soundtrack, invece, se n'è occupato Michael Giacchino, già compositore dei precedenti Gli Incredibili, Ratatouille e Up, e sì, in generale se l'è cavata davvero bene. Sfortunatamente, non tutte le track sono memorabili, si vedano quelle più allegre e fanciullesche (ma questo problema sembrano averlo tutte le composizioni di questo genere), a differenza di quelle più malinconiche e introspettive. 

Inside Out 3
In conclusione: Inside Out non è il miglior film d'animazione mai realizzato ma, personalmente, lo ritengo di una spanna al di sopra di quelli comuni occidentali, già solo per aver provato a raccontare una storia psicologica a un pubblico di bambini, facendolo però in modo divertente e rispettando la loro intelligenza, come potrà però essere apprezzato anche dagli adulti per la sua sottigliezza. 
 
VOTO FINALE: 
Inside Out 4

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