Deeble NF

"L'Aquila 3.32" 8 Novembre 2014, 17:55

E rieccomi! Devo ammetterlo, questa Lucca è stata persino più soddisfacente degli scorsi anni! In più, ho anche due novità:
 1) ho guidato per la prima volta in un tragitto più lungo di tre ore e...
 2) è stato messo in vendita il mio primo progetto editoriale, "L'Aquila 3.32"!



Non è stato facile realizzarlo, ma ne è valsa decisamente la pena! La sceneggiatura è a opera di Luca Amerio e Luca Baino, mentre dei colori e chine di copertina e interni se ne è occupata la bravissima e onnipotente Saretta! Un lavoro che ci ha tenuti occupati per almeno sei mesi (Luca A. e Luca B. da molti di più) e di cui ci auguriamo di essere riusciti a rappresentarne la tematica del terremoto, nei suoi prima e dopo dal punto di vista dei protagonisti, al nostro meglio.
   Ringrazio infinitamente la Edizioni BeccoGiallo, Luca Amerio e Luca Baino per l'opportunità e disponibilità che mi hanno concesso! Nonché, ovviamente, Saretta per il suo enorme aiuto!
   In caso foste interessati, potrete prenotare le vostre copie con lo sconto del 15% qui
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Recensione film: La scomparsa di Haruhi Suzumiya 25 Ottobre 2014, 18:19

CE L'HO FATTA!!! Questa recensione avrò dovuto riscriverla almeno un centilione di volte, perché mi sembrava di non dire mai abbastanza e poi di aver detto troppo... Cavolo, scrivere qualcosa di positivo oltre che "Wow, questo film è fighissimo!" è più difficile di quanto non si creda! 

TITOLO ORIGINALE: Suzumiya Haruhi no shoushitsu
PAESE: Giappone
ANNO: 2010
DURATA: 163 min. 
GENERE: Animazione, fantascienza, drammatico, commedia
REGIA: Tatsuya Ishihara, Yasuhiro Takemoto 
SCENEGGIATURA: Fumihiko Shimo 
INTERPRETI: Aya Hirano, Tomokazu Sugita, Minori Chihara, Daisuke Ono, Yuuko Gotou 
 
TRAMA: Si avvicina il Natale e la Brigata SOS – Haruhi Suzumiya, Kyon, Yuki Nagato, Mikuru Asahina e Itsuki Koizumi – sta organizzando un party nella loro aula del club. Il 18 dicembre, Kyon scopre che Haruhi è scomparsa nel nulla e nessuno sembra ricordarsi di lei, così come non esiste più nessuna Brigata SOS. Il mondo è cambiato radicalmente e solo Kyon può capire cosa sia successo...
 
RECENSIONE: Prima di cominciare la recensione vera e propria, vorrei spendere due parole su La malinconia di Haruhi Suzumiya. Per chi non lo conoscesse, questo anime tratta delle vicissitudini della suddetta Haruhi Suzumiya, una liceale annoiata dalla comunissima e banalissima vita di tutti i giorni, costantemente in cerca di persone e/o eventi legati al paranormale. Assieme all'amico Kyon, a seguirla ci sono i membri del suo club, la Brigata SOS: Nagato, Asahina e Koizumi. Ciò che però Haruhi non sa è che questi ultimi sono rispettivamente un'aliena, una viaggiatrice del tempo e un esper, mentre lei un essere onnipotente simile a Dio. Loro compito è quello di tenere a bada l'energica e dispotica Haruhi Suzumiya per evitare che scateni il Giorno del Giudizio Universale. 
 Sebbene le premesse siano ottime per una commedia fantascientifica, a dir la verità non mi ritengo un gran fan della serie. È buona, questo è certo, ma avrei preferito un maggior approfondimento psicologico e qualche episodio filler in meno. 
 Detto questo, perché allora ho il faccione sorridente di Haruhi come sfondo del desktop?
 La risposta è semplice: La scomparsa di Haruhi Suzumiya.
 Dopo il calo di qualità della seconda stagione (e con calo intendo “lancio dal quarantesimo piano senza paracadute”), la Kyoto Animation ridusse la serie al silenzio; questo fino al 18 dicembre 2009, quando il sito ufficiale rese nota l'uscita del film per l'anno successivo. Cosa curiosa, visto che non molto tempo prima la pagina in questione era “scomparsa” senza un motivo apparente...
 Ebbene, quali furono i risultati? 200 milioni di yen guadagnati solo nella prima settimana di trasmissione e un premio come miglior film all'Animation Kobe Awards del 2010.
 Come la penso io? Che, per quante volte lo abbia visto, pagherei per rivederlo al cinema. 
 Fin dalle prime sequenze, si capisce subito di trovarsi di fronte a un prodotto di alto livello: che piaccia o meno lo stile moesco, l'animazione è qualcosa di assolutamente fantastico. Tutto è curato fin nel minimo dettaglio, dagli sfondi fino a quelle dannatissime e meravigliose espressioni facciali. Senza parlare del soundtrack, forse uno dei più emozionanti che abbia sentito in un film. Oh, e i colori: il modo in cui contrastano quelli brillanti del mondo “haruhiano” con quelli spenti del “post-Haruhi”. E le luci! E le ombre! E – ok, è bellerrimo e basta.
 Per quanto riguarda la storia, devo prima fare una premessa (questa è l'ultima divagazione, giuro): questo lungometraggio andrebbe visto obbligatoriamente dopo la serie, dal momento che ci sono svariati rimandi alle stagioni precedenti. In più, la trama di suo è intricata quanto un gomitolo aggrovigliato da Christopher Nolan. 
 Nonostante i vari buchi lasciati, premesse e sviluppo della storia sono solidi (anche Vaan Midlad li approva, e se proprio lui approva tutto quel po' po' di teorie fantascientifiche di cui questo film è inflazionato allora FUNZIONA PUNTO E BASTA! Neanche Vaan Midlad potrebbe dissentire al riguardo), specie perché è il tipo di storia che La malinconia di Haruhi Suzumiya avrebbe dovuto raccontare più spesso... anziché, per dire, ripetere otto volte lo stesso maledetto episodio. Non aspettatevi combattimenti sopra le righe o particolari scene d'azione: l'intero film procede con un ritmo lento, a tratti calmo (qualche volta pure noioso, lo ammetto), mirato a infittire sempre più l'atmosfera. Merito anche della notevole durata (quasi tre ore), molto spazio viene dedicato all'approfondimento e all'evoluzione psicologica dei personaggi, donandogli finalmente la dovuta tridimensionalità. 
 In più, le premesse sono davvero convincenti: Haruhi Suzumiya scompare nel nulla e il mondo sembra essere finalmente libero da ogni minaccia sovrannaturale. 
 Un mondo in tutto e per tutto normale, insomma.
 Ed è qui che entra in gioco Kyon. Non è la prima volta che il nostro si ritrova ad affrontare situazioni pericolose e/o assurde, ma questa è decisamente la più adulta fra tutte. Il tipo di situazione in cui devi guardare nel profondo di te stesso e chiederti: Non è meglio così?
 Quella ragazza era solo una seccatura, no? 
 Non è forse questa la vita che volevi?
 Il tutto sviluppato sì in maniera lenta ma anche credibile, sorretto da sequenze introspettive visivamente strabilianti e delicate. 
 Ma il vero punto forte, per me, è la regia. Mentre, di solito, i lungometraggi di serie animate di successo si svolgono come un normale episodio allungato di un'ora e mezza, La scomparsa di Haruhi Suzumiya tenta qualcosa di diverso, di fare un passo in più. 
 Avete presente film come Gravity o, per restare in tema, il ciclo dell'Endless Eight? Due cose completamente diverse, ma che hanno un particolare in comune: vogliono essere esperienze. Più che sulla storia, l'attenzione è focalizzata su atmosfera ed emozioni derivate l'una dal sopravvivere in mezzo al nulla e l'altra dal ritrovarsi bloccati in un loop claustrofobico. 
 La scomparsa di Haruhi Suzumiya è uno di questi. Vuole farti sentire  il senso di vuoto in cui Kyon è precipitato, il suo rammarico, la sua felicità e l'importanza delle sue decisioni. E ci riesce maledettamente bene. Cavolo, quasi metà film è incentrata su un ragazzo imbacuccato in un giaccone invernale che cammina in completa solitudine ed è pura poesia. Riesce a farti sentire come se fossi lì. 
 Volevano fare qualcosa che valesse davvero la pena di essere raccontato e ci sono riusciti in pieno: hanno trasformato una serie leggera e senza troppe pretese in un autentico gioiellino cinematografico. E scusatemi se dico poco. 
 Sinceramente, non mi faccio problemi a definirlo uno dei miei film preferiti in assoluto. Alla fin fine, è l'apoteosi di ciò che è La malinconia di Haruhi Suzumiya: artistico, misterioso, intrigante, divertente, emozionante e probabilmente  altri meravigliosi aggettivi che ora non riesco a farmi venire in mente.
 C'è una marea d'impegno e lo si vede in ogni singolo fotogramma; gli haruhisti non potranno che gioirne. (Ottimo anche per riprendersi dalla delusione della seconda stagione, fidatevi). 
 Lode a te, grande Haruhi!
 E lode anche a te, Kyoto Animation!
 
VOTO FINALE: 
 

(E grazie mille a Saretta per i ritocchi all'illustrazione!) 
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Anteprime Vol.4 - Old Pete 17 Ottobre 2014, 13:30

Ok, lo devo ammettere: lavorare con dei tempi così ristretti non è stato facile nemmeno per me... Però, se non altro, mi ha anche aiutato a rafforzare le mie capacità (e questo credo di poterlo dire anche per tutti gli altri membri del gruppo). Mi sono fatto le ossa? Eccom (Il messaggio si conclude qui dal momento che una delle scapole di vetro dell'autore si è rotta un'altra volta. Nonostante ciò, l'autore spera che gradiate la sua nuova storia).
                                                                            Anteprima 1 "Old Pete"
                                                                              
                                                                         

Clicca qui per vedere tutte le anteprime di Potpourri Vol.4.
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Recensione film: La fine del mondo 13 Maggio 2014, 18:18

Rieccomi, dopo una (fin troppo) lunga pausa...

TITOLO ORIGINALE: The World's End
PAESE: Regno Unito
ANNO: 2013
DURATA: 109 min.
GENERE: Commedia, fantascienza, azione
REGIA: Edgar Wright
SCENEGGIATURA: Edgar Wright, Simon Pegg
INTERPRETI: Simon Pegg, Nick Frost, Martin Freeman, Paddy Considine, Eddie Marsan, Rosamund Pike, Pierce Brosnan. 


TRAMA: Gary King riunisce la compagnia d'infanzia – Andy Knightley, Oliver Chamberlain, Steven Prince e Peter Page – per ritornare a Newton Haven, la loro cittadina natale, e portare a termine il Miglio Dorato, una maratona di tutti e dodici i pub del posto. Ma qualcosa di anomalo renderà tutt'altro che semplice la loro impresa...
 
RECENSIONE: E niente, credevo che le scazzottate nei film non mi avrebbero mai esaltato più di tanto, e quindi che fosse solo un mio problema, una sorta di incapacità ad avvertire il senso di figaggine che pervade una sequenza di Hulk mentre sbatacchia Loki a terra... 
 Finché non è saltato fuori La fine del mondo
 E allora ho finalmente realizzato che sono gli altri film a fare schifo.
 (Nota: No, seriamente, non ritengo brutti i film di supereroi – non tutti, per lo meno – e ammetto che The Avengers sia piaciuto anche a me, ma se dovessi scegliere opterei per il film di Wright senza pensarci due volte).
 Ci sarebbero diversi aggettivi che potrebbero descrivere questo film (“intelligente”, “frenetico” e “profondo” sono i primi che mi vengono in mente), ma uno in particolare spicca su tutti gli altri e riesce a racchiuderlo al meglio: “figo”. La storia è figa, i personaggi sono fighi, l'umorismo è figo, il modo in cui riesce a funzionare su più livelli è figo, L'AZIONE è figa. 
 Per farla breve, non mi faccio alcun problema a definire La fine del mondo uno dei migliori film del 2013. In un certo senso, ricorda quasi un episodio lungo di Ai confini della realtà, solo più inglese, più volgare e un bagilione di volte più violento.
 Per cominciare, trovo già la sola idea alla base estremamente intrigante. Una banda di uomini di mezza età che si scolano una birra via l'altra nel bel mezzo di un'invasione aliena? Ho già il biglietto in mano e il mio nome scritto a caratteri cubitali sulla poltroncina! Certo, una buona idea non fa necessariamente un buon film, così come due nomi del calibro di Edgar Wright e Simon Pegg non siano sempre una garanzia... Oh, ma chi prendo in giro, certo che lo sono! E con questo film lo hanno dimostrato una volta di più.
 Veniamo alle scene d'azione. Un “Wow!” può bastare come descrizione generale? No? Ok, scendiamo un poco più nel dettaglio: queste scazzottate sono fantastiche. Le coreografie sono perfette e studiate fin nel minimo dettaglio; i combattimenti sono feroci, disperati e così... come dire... ridicolmente realistici. So che può suonare strano, ma non mi viene in mente termine migliore per definirli. Sangue a fiumi senza tuttavia (fortunatamente, almeno per me) essere splatter. Come ho detto qualche riga più su: “Wow!”
 Ma prima ancora delle scene d'azione, sono i personaggi il vero punto forte del film, tanto da esserne l'elemento principale. Il modo in cui interagiscono e si evolvono nel corso della storia sono ciò che fanno di questo film un grande film. Personaggi come Gary King ti entrano dentro, li senti tuoi. Ed è con Gary che, ridendo e scherzando e smembrando robot, ti accorgi di quanto La fine del mondo non sia la classica commedia d'intrattenimento. Gary King è la perfetta personificazione della nostalgia e del fallimento – due aspetti che non guardano in faccia nessuno, nemmeno quando sei il numero uno della scuola. Uno dei personaggi meglio definiti che mi sia capitato di vedere.
 Se proprio dovessi evidenziare dei difetti in questo film, potrei trovarli in un paio dei protagonisti, Steven e Oliver, che mi sarebbe piaciuto vedere meglio approfonditi, e nel climax, non brutto o stupido in alcun modo, ma un po' sotto tono rispetto agli standard di Wright e Pegg. 
 Per il resto, abbiamo un'ottima dose di umorismo ed empatia, amalgamati alla perfezione con botte da orbi e suspence. Be', a questo punto non ho altro da dirvi se non: cercatevi questo film e guardatevelo, meglio ancora se in lingua originale con i sottotitoli. C'è tutto quello che si potrebbe desiderare: protagonisti memorabili, storia funzionante (molto intelligente il finale), ironia pungente e mai veramente volgare, scazzottate figherrime, birra a fiumi e sì, persino un poco di fanservice.
 Ve lo tracannerete fino all'ultima goccia. 
 
VOTO FINALE: 
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